Mutuo fisso o variabile: cosa conviene nel 2025?

Mutuo fisso o variabile: cosa conviene nel 2025?

09/02/2025

Mutuo fisso o variabile: cosa conviene nel 2025?

Se stai pensando di comprare casa nel 2025, scegliere tra mutuo fisso o variabile è una delle decisioni più importanti che dovrai prendere. Dopo l'aumento dei tassi degli ultimi anni, il panorama sta cambiando e il costo dei mutui sta finalmente scendendo. Ma, ad oggi, conviene scegliere un tasso variabile in attesa di ulteriori ribassi? O è meglio puntare sulla sicurezza del tasso fisso?

I tassi di interesse sono scesi rispetto al biennio 2023-2024 e potrebbero continuare a calare. Questo rende il tasso variabile un'opzione interessante, ma con dei rischi. Se l'inflazione risale, la BCE potrebbe alzare di nuovo i tassi, facendo aumentare la tua rata anche di molto. Potresti quindi ritrovarti a pagare più del previsto.

C'è poi da considerare un fattore particolare: dall'inizio del 2023 il tasso variabile è più alto del tasso fisso (situazione che si è già verificata nel 2008). Oggi, il miglior tasso variabile tra le nostre banche partner è del 3,18%, mentre il fisso si ferma al 2,35%.

Di conseguenza, oggi il tasso fisso è la scelta più sicura, soprattutto per i mutui oltre i 5 anni. Saprai fin da subito quanto pagherai ogni mese, semplificando la gestione delle tue spese ed evitando sorprese.

Quando scegliere il tasso fisso

Il tasso fisso è la scelta ideale se vuoi sicurezza. Con il tasso fisso, la rata rimarrà la stessa per tutta la durata del mutuo, senza sorprese. Quindi, sapendo sempre quanto pagherai ogni mese, eviterai il rischio di aumenti delle rate del mutuo e sarà più facile per te gestire tutte le tue spese. Proprio per questo motivo, il tasso fisso è stata la scelta preferita dalla maggior parte degli italiani nel 2024.

Ricorda, comunque, che la banca può proporti due tipi di tasso fisso per il mutuo: indicizzato o finito.

  • Il tasso fisso indicizzato viene bloccato solo il giorno della firma del mutuo sulla base dell'indice di riferimento di quel momento. Quindi, potrebbe essere diverso da quello presente nel momento della tua richiesta di mutuo in filiale.
  • Il tasso fisso finito, invece, resta invariato dal momento della tua richiesta. Di solito viene usato per le offerte promozionali.

In entrambi i casi, la rata non cambia una volta fissato il tasso. Tuttavia, con il tasso fisso indicizzato potresti ottenere un tasso diverso rispetto a quello previsto al momento del tuo appuntamento in banca.

Quando scegliere il tasso variabile

Il tasso variabile può sembrare interessante se cerchi un risparmio iniziale. Di solito, i mutui a tasso variabile hanno tassi più bassi all'inizio rispetto al tasso fisso. Tuttavia, come abbiamo visto, in questo periodo storico il tasso variabile risulta più alto del tasso fisso.

Le rate di un mutuo a tasso variabile possono subire di nuovo degli aumenti in futuro in base all'andamento dell'indice, non garantendoti la stessa stabilità che avresti con un tasso fisso.  Per questo motivo, il tasso variabile è particolarmente indicato per mutui di breve durata, così da ridurre il rischio di un aumento delle rate nel tempo. 

Prendi in considerazione il tasso variabile solo se hai una situazione economica stabile e puoi gestire eventuali aumenti senza difficoltà.

Le alternative al tasso fisso e variabile

Se vuoi richiedere un mutuo nel 2025 ma sei ancora indeciso su quale tipo di tasso scegliere, devi sapere che esistono anche delle alternative che combinano i vantaggi del tasso fisso con quelli del variabile:

  • Tasso misto: con il tasso misto, puoi decidere di partire con un tasso fisso o un tasso variabile. Dopo una scadenza prefissata (da 1 a 10 anni) puoi scegliere se continuare con il tipo di tasso scelto all'inizio o se cambiarlo (da fisso a variabile o viceversa).
  • Tasso variabile con CAP: la rata varia come un mutuo a tasso variabile, ma c'è un limite massimo (CAP) oltre il quale il tasso non può aumentare e che quindi ti protegge da aumenti eccessivi. Ricorda, tuttavia, che il tasso di partenza è più alto rispetto ad un variabile puro.
  • Tasso variabile a rata costante: la rata rimane la stessa anche se il tasso dovesse salire. A cambiare, infatti, non è l'importo della rata ma la durata del mutuo, che può aumentare o diminuire.

Per sapere se la banca con cui hai intenzione di richiedere il mutuo ha anche altre tipologie di tasso, verifica sempre in filiale.

Come ridurre il tasso

Se hai già un mutuo e vuoi approfittare della riduzione dei tassi, hai due possibilità: la surroga e la rinegoziazione.

  • Con la surroga cambi banca per ottenere un tasso migliore senza costi aggiuntivi. La nuova banca si prende carico del tuo mutuo e mentre tu ottieni una rata più bassa.
  • Rinegoziando il mutuo, invece, resti con la tua banca, ma chiedi di abbassare il tasso del tuo mutuo per adeguarlo a quelli del mercato di oggi. Se accetta, avrai una rata più conveniente senza dover cambiare banca.

Ti ricordiamo che dal 2007, con l'introduzione della Legge Bersani, la surroga è gratuita, di conseguenza non dovrai pagare alcuna penale alla tua vecchia banca per il trasferimento del mutuo.

Fonte: https://www.immobiliare.it/news/economia/mutui-prestiti-e-assicurazioni/mutuo-fisso-o-variabile-cosa-conviene-nel-2025-337699/

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